« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.»

(Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. 10 dicembre 1948)

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sabato 14 dicembre 2013

LA LEGGE DEL FORCONE E LA PAURA DELLA POVERTA'

Il 9 dicembre 2013 è iniziata una serie di manifestazioni con protagonisti migliaia di cittadini in molte città italiane. 
La prima cosa che si nota dalle immagini è la mancanza di simboli di partito, tutti i manifestanti sono uniti dalla Bandiera Italiana e dall'Inno di Mameli. Credo che nella storia repubblicana sia la prima volta che succede.



Con il Movimento 9dicembre sono scesi nelle strade anche i così detti "Forconi" che hanno origine in Sicilia e già negli anni scorsi hanno dato vita a manifestazioni di dissenso.




Sui contenuti della protesta concordo con quasi tutti i punti (tranne l'uscita dall'Euro) che forse per la prima volta riguardano in prima persona piccoli artigiani, commercianti e lavoratori autonomi. Le categorie che rappresentano il cuore attivo del nostro Paese.

Quello che biasimo, condanno e condannerò sempre sono le derive violente, le intimidazioni e le minacce per la serrata, l'istigazione alla rivoluzione, i blocchi stradali che coinvolgono gli stessi cittadini che soffrono per i medesimi motivi dei manifestanti.




Perché come o scritto nel post http://verapolitica.blogspot.it/2011/02/rivoluzione.html nelle rivoluzioni la gente MUORE!
Anche la nostra storia ci insegna che si sa quando inizia una rivoluzione ma non si riesce mai a prevedere dove questa porterà.
Di certo nel mezzo rimarranno molti figli senza vita, molti martiri.

Sicuramente gli atti più violenti sono stati compiuti, da infiltrati che poco hanno a che vedere con il movimento 9 dicembre. Ma un movimento che non è capace di creare un SERVIZIO D'ORDINE che isoli i violenti perde forza e legittimazione.

Perde la sua forza perché l'attenzione dei media viene assorbita dagli episodi violenti che coprono i motivi della protesta, perde legittimazione perché non riesce a fare poche proposte costruttive e realizzabili in tempi brevi.

Quindi manifestiamo sotto i palazzi di chi COMANDA, sotto le sedi delle Regioni, delle Province, sotto Montecitorio o sotto Palazzo Madama a Roma. Ma la "legge del forcone" o come si chiamava in altri tempi "del manganello" non deve e non può essere accettata, perché pregiudica prima di tutto l'ottenimento dei risultati. Intimare di chiudere i negozi o bloccare con minacce le strade e la libertà di circolazione fa allontanare i cittadini dalla protesta.





Il Presidente del Consiglio Letta dice che i manifestanti sono solo minoranza, ma i contenuti della protesta sono condivisi dalla maggior parte dei cittadini, una burocrazia inutile e stupida, una pressione fiscale indecente per un paese democratico, i pessimi servizi di welfare e una classe politica delegittimata sono problemi che i cittadini si trovano a combattere ogni giorno.

Sento troppo politici dire che capiscono le ragioni della gente che protesta,  BALLE non capiscono! Non possono capire, guadagnando più di 5 mila euro al mese non possono sapere cosa si prova ad avere il terrore che arrivi una lettera di Equitalia che ti chiede di pagare più di quanto guadagni in un anno o ti blocchi la macchina  non perché sei un evasore, ma perché troppo spesso e difficile seguire la burocrazia fiscale e le troppe tasse. 
Non possono capire, perché non hanno i clienti che non pagano e avere lo stato che comunque ti chiede di pagare le tasse.

Quindi Signor Presidente del Consiglio, siamo solo all'inizio!
Ma oggi più che mai ci vuole VERA POLITICA perché la gente ha fame ma ancora di più ha paura e la paura e una forza propulsiva forte.


Tuttavia dico ai manifestanti che dire: "ANDATE TUTTI A CASA" non serve!
Perché qualcuno dopo ci dovrà essere per forza è l'indispensabile inutilità della politica. Anche dopo la rivoluzione francese è venuto un dittatore, Napoleone.

Ogni protesta secondo me DEVE essere indirizzata verso proposte costruttive :

- SUBITO UNA MORATORIA SUGLI STUDI DI SETTORE perché sono gli studi di settore a non essere né congrui né coerenti con l'attualità e con la crisi di oggi

- Meno tasse
- Meno burocrazia
- Più meritocrazia
- Più giustizia (soprattutto più veloce)


Combattiamo per questi punti una battaglia non violenta.

Fatemi sapere cosa ne pensate voi.

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