Diventa sempre più difficile formarsi un'opinione.
La scorsa settimana ho seguito il dibattito da Santoro su Rete 4. Mi sono perso, sballottato tra un parere di Travaglio e una precisazione di Belpietro. Non credo di essere stato l'unico. Il problema vero è che si contestano anche i fatti, le sentenze, i pochi appigli che dovrebbero rappresentare le certezze su cui formarsi le opinioni.
Non succede solo per la politica, ormai anche la scienza è diventata un campo di battaglia. La storia delle sigarette ci insegna che non possiamo più fidarci neanche degli scienziati. Tra loro si nascondono (come in tutte le categorie sociali) individui pronti a vendersi al miglior prezzo, pronti a dare pareri apparentemente imparziali ma che invece pubblicizzano solo il loro sponsor.
Come facciamo allora a valutare, a informarci, a scegliere e formarci un'opinione in materie come i rifiuti, gli inceneritori, le centrali nucleari,ecc... se non abbiamo punti di riferimento?
Contrariamente a quanti alcuni pensano internet amplifica questo problema, lo esaspera. Se è vero che la rete è una fonte immensa di notizie, è molto difficile se non impossibile, nella maggior parte dei casi, verificarne l'attendibilità.
OPINIONE
Nuovi e vecchi condannati
Sul sito di Beppe Grillo è uscita la lista aggiornata dei condannati in via definitiva che siedono nel nuovo Parlamento.
Una buona notizia c'è, il numero è inferiore rispetto alla passata legislatura.
NAPOLI E DINTORNI
Il problema dei rifiuti a Napoli negli ultimi giorni è passato in secondo piano.
Il risvolto drammatico della cosa è che pochi si rendono conto che le difficoltà di smaltimento non riguardano solo il capoluogo campano. Anche altri centri italiani sono vicini al collasso.
Certo, a Napoli il problema è ingrandito dalla presenza di organizzazioni mafiose e rapporti non sempre trasparenti tra politica e Camorra, ma il problema è latente anche in altre città del nord Italia.
Le discariche potrebbero non essere sufficienti, gli inceneritori non si possono più costruire, la raccolta differenziata in molti centri stenta a decollare, i materiali biodegradabili non riescono a superare le barriere di prezzo e di informazione.
Vedremo cosa deciderà il nuovo governo ma il punto di partenza deve essere “il nostro vicino”.
Dobbiamo tutti fare la nostra parte e spiegare alle persone che conosciamo che è meglio ridurre i rifiuti e differenziare.
NO AL NUCLEARE

Per molti politici è diventato di gran moda proporre il nucleare come nuova fonte di energia.
Oltre ad andare contro un referendum popolare, quindi contro la democrazia, ecco perché penso sia sbagliato:
1) Le materie prime non sono rinnovabili, anche se non tutte le proiezioni scientifiche sono concordi, prima o poi l'uranio e il plutonio aumenteranno di prezzo e finiranno.
2) non riusciamo a smaltire i rifiuti di Napoli che durano in media 100 anni (plastiche) come pensiamo di smaltire i rifiuti radioattivi che hanno una durata di 1000 anni??Dobbiamo peraltro ancora trovare una soluzione per le centrali in disuso già esistenti sul territorio italiano.
3) Con i tempi di costruzione che richiedono le centrali non è sicuramente un'alternativa rispondente alle esigenze di breve termine.
Come si vede non c'è bisogno di tirare in ballo la sicurezza o meno degli impianti per avere buoni motivi contro la costruzione di nuove centrali nucleari.
ANDIAMO A VOTARE
Basta col dire che non bisogna andare a votare!!!
Votare è un dovere. Il fatto che sia difficile scegliere non giustifica l'astensionismo.
Mi dispiace sentire Grillo e altri urlare a gran voce di non andare a votare.
Il problema è che non rappresenta neanche una strategia utile: Se si vuole contestare la "Casta" astenersi non tocca minimamente i politici, a loro BASTA UN SOLO VOTO per sedere in parlamento.
Ma chi rinuncia al suo dovere di cittadino abdica silenziosamente le sue decisioni a questi signori.
Sono d'accordo anche io che le differenze tra i due maggiori schieramenti sono molto labili, penso che il bipartitismo che si prospetta sia pericoloso e credo che molti politici guardino più al loro interesse che al nostro. Ma non ribaltiamo il rapporto di causa ed effetto.
Prima andiamo a votare, poi contestiamo i politici per quello che non hanno fatto!!!
BRIZ
DISCORSO ROBERT KENNEDY UNIVERSITA’ DEL KANSAS (18/03/1968)
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy)
ASSENTEISMO DEI PARLAMENTARI
Coordinamento online di Luisanna Benfatto


