« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.»

(Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. 10 dicembre 1948)

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martedì 20 ottobre 2009

POSTO FISSO E LAVORO FLESSIBILE

La polemica tra i ministri Brunetta e Tremonti sul posto fisso sì o posto fisso no è sulle prime pagine dei giornali di oggi.
Il posto fisso è importante per la sostenibilità sociale ma la flessibilità è un’esigenza organizzativa sempre più sentita dalle aziende. Il problema è che la flessibilità dovrebbe essere compensata con un adeguato corrispettivo.

La flessibilità è a tutti gli effetti un servizio che il lavoratore offre all’azienda. Oggi però questa specificità non viene valorizzata. Anzi il lavoratore precario percepisce meno di uno a tempo determinato sia come salario che come trattamento previdenziale.

La prestazione lavorativa di un precario dovrebbe essere pagata almeno il doppio della stessa offerta da un lavoratore a posto fisso. Questo per controbilanciare i periodi in cui il precario non ha lavoro.

In questo modo il mercato stesso sarà il regolatore dei livelli di precariato in una società. Poiché le aziende saranno sempre alla ricerca di lavoratori flessibili nonostante i costi più alti ma i lavoratori avranno un trattamento economico che gli permetterà di programmare più facilmente il loro futuro.

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