« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.»

(Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. 10 dicembre 1948)

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martedì 11 dicembre 2012

STOP ACCORPAMENTO PROVINCE

Un provvedimento molto importante per la revisione della spesa dello Stato Italiano (o spending rewiew) si sta arenando nei meandri della politica italiana.

Già il decreto sull’accorpamento delle Province non aveva strada facile in parlamento, con la "non fiducia" del Popolo delle Libertà al Governo di Mario Monti dei giorni scorsi la strada dell'accorpamento delle province si è interrotta e non verrà più ripresa.

Un motivo di orgoglio per tutti quei politici che parlano in tutte le sedi mediatiche di riduzione delle spese e di snellimento della macchina burocratica, quando si tratta di prendere le decisioni il meccanismo si inceppa, la VERA POLITICA non è rappresentata, oggi, nel nostro Parlamento.

Nella riunione di ieri sera della commissione Affari costituzionali, preceduta da una riunione ristretta dal presidente di commissione Carlo Vizzini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e il sottosegretario Antonio Maraschini si è constatato che il decreto non sarà convertito in legge.

Come ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali Vizzini ha affermato: “Il destino di questi mesi è di perdere occasioni importanti è stato fatto uno sforzo per trovare le condizioni complessive per approvare questo provvedimento atteso ma non è andato a buon fine“.

Con il decreto sull'accorpamento delle province come l'aveva approvato il Consiglio dei Ministri si doveva passare da 86 a 51 province, comprendendo in questo numero anche le città metropolitane.

Uno degli effetti quindi del nuovo annuncio della RI-discesa in campo di Silvio Berlusconi sarà l'arresto di un difficile processo di rinnovamento anche istituzionale che aveva contraddistinto l'esperienza di governo di Mario Monti.

Berlusconi ha fatto dire in Parlamento da Alfano che: "gli italiani non ce la fanno più". Ecco gli italiani sarebbero stanchi anche dei tanti annunci di riforme non portate a termine da questa classe politica (destra e sinistra) che, SPERIAMO nelle prossime elezioni politiche del 2013 sarà notevolmente rinnovata dalla vera politica, necessaria per far ritrovare a noi cittadini un po' di orgoglio italiano.

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